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Un nome per ogni occasione – Bon Ton prêt-à-porter

Cambiano i tempi e si modificano gli usi. Espressioni che anche solo 50 anni fa erano di comune utilizzo oggi paiono modificate non nella forma ma nella sostanza. Pensavate voi, invitati a colazione, di addentare un fragrante croissant? Meditate…
Ieri:                                       Oggi:
Prima colazione                     Colazione

    Ieri:                                       Oggi:
Colazione                                  Pranzo

 Ieri:                                       Oggi:
                Pranzo                                             Cena

Ieri:                                       Oggi:
               Cena (dopo le 24)                       Dopocena

L’orologio nel piatto (ovvero la posizione delle posate quando si mangia)

In fatto di buona educazione, come si sà, gli usi si modificano notevolmente con l’andare dei secoli. Abitudini ben radicate del secolo scorso sembrerebbero oggi, non solo un po’ obsolete, ma addirittura completamente fuori luogo. 
Nelle regole del galateo, materia quindi elastica e flessibile (al contrario di cerimoniale e protocollo), vi sono però alcune ragioni di fondo che ne identificano la nascita e l’utilizzo, sempre per un unico scopo: il miglioramento della cooperazione sociale e quindi della vita stessa, essendo noi non eremiti in luoghi sperduti e dimenticati, ma parte di un contesto che in qualche modo ci contiene.
A questo proposito parliamo di “orologio nel piatto” ovvero di quelle regole della tavola che descrivono le corrette posizioni delle posate quando si mangia. 
Nei trattati di galateo e bon ton si trova un po’ di tutto, com’è lecito che sia, ma in realtà le norme esistono per alcune specifiche ragioni. Vediamo nel dettaglio.
Posizione delle postate nel piatto – La pausa
Se durante il pasto di vuole fare una pausa, ad esempio per bere, mangiare un po’ di pane o servirsi di altro, e le posate sul piatto fossero due, ad esempio coltello e forchetta, la posizione corretta del coltello durante questo intervallo dovrebbe essere con il manico  appoggiato a destra, sul piatto, ad ore 16 con la lama rivolta verso il centro del piatto stesso. La forchetta invece dovrebbe essere posizionata con il manico appoggiato a sinistra ad ore 20, sempre sul piatto, con i rebbi (ovvero le punte) rivolti verso il basso a formare una sorta di piramide, accostandoli alla punta del coltello ma senza formare una X. Questo segnale convenzionale significa che non abbiamo terminato il nostro pasto ma che, per l’appunto, ci stiamo concedendo una pausa. 
Posizione delle postate nel piatto – Fine pasto
Per concludere il pasto entrambe le posate dovrebbero essere posizionate con il manico appoggiato al piatto ad ore 18,30: il coltello starà a destra con la lama all’interno e la forchetta a sinistra con rebbi rivolti verso l’alto. 
La ragione del posizionare le posate ad ore 18,30 (e non ad ore 16,20 come comunemente si crede) sta nella possibilità di agevolare il cameriere, o chi ci aiuta in tavola, nello sbarazzo del piatto medesimo cosa che con il posizionamento ad ore 16,20 avverrebbe con meno facilità.  
Il problema si porrebbe inoltre quando la posata da riporre fosse unica, un solo cucchiaio ad esempio. In questo caso se lo posizionassimo a destra, ad ore 16,20 anche solo per attendere qualche minuto prima di terminare la pietanza, il segnale risulterebbe ingannevole
Da ricordare dunque di non appoggiare mai i manici delle posate sulla tovaglia perchè, come diceva la mia nonna Wanda, “Per le regole del galateo c’è sempre un perché”. 

Per la serie le 10 cose da NON DIRE (perché assai poco bon ton!) – La sesta

“Potrei avere un po’ di sale per favore?”
Il bon ton dice che a tavola 
il sale è una di quelle cose che non si chiede mai!

Come accomodare 8 commensali a tavola?

Ricevere ospiti è, a mio modestissimo parere, sempre cosa assai piacevole, lo è ancor di più se la padrona di casa risulta sicura del proprio operato e affatto impacciata nel gestire anche le situazioni che sembrano più complicate, almeno al primo impatto. Rispondo ad una e-mail ricevuta da una gentile novella sposa che si dice in difficoltà nell’assegnazione di posti a tavola quando i commensali sono in otto.
In effetti questo è un numerino un po’ difficoltoso, lo ammetto. Seguendo le usuali regole del bon ton dovremo fare attenzione a mantenere l’alternanza uomo-donna e a separare le coppie (a volte è solo un bene!). Ma se, come nella maggior parte delle case moderne, anche voi vantate nella vostra magione un tavolo rettangolare, o quadrato e allungabile all’occasione, dovrete fare letteralmente i conti con questo traballante numeretto che a volte mette in crisi anche le casalinghe più o meno disperate.
La soluzione ci viene dal galateo di matrice francese dove i padroni di casa non sempre si accomodano ai capotavola ma sovente si siedono proprio al centro del lato lungo del tavolo. Da questo si deduce che non sempre colui che ospita deve necessariamente occupare la sedia a mo’ di trono, bensì suggerirne la presenza (quantunque questa sia più che chiara e conosciuta) in modo leggiadro.
E’ così che la padrona della casa, colei che di solito organizza e accoglie gli ospiti nelle occasioni conviviali si troverà a presiedere la tavolata dando le spalle alla porta che volge alla cucina, per poter sgattaiolare (poco per carità!) a controllare che il polletto non si riduca nel forno come un inquietante rito vodoo. 
In questo caso manterremo l’invitato di sesso maschile più importante alla sua destra ed il secondo ospite uomo in grado di importanza alla sua sinistra. Intervalleremo quindi s fianco di questi affabili (almeno così si spera) gentleman due gentili signore, così come prescrive il più ferreo bon ton.
La signora che si ritiene più degna di riguardo prenderà posto all’altro capotavola, proprio di rimpetto alla signora della casa. In questo modo il padrone di casa, che siederà in uno dei lati lunghi del tavolo, avrà tale signora correttamente alla propria destra.
Questo sistema lo preferisco alquanto, in caso di otto commensali, alla classica disposizione da “convium regale” superformale nel quale i due anfitrioni siedo tronfi l’uno di fronte all’altra perchè in al modo si eviterà che due ospiti dello stesso sesso siedano vicini e si incoraggerà la conversazione tra gli invitati in maniera più fluida.
Attenzione al buon affiatamento dei convitati, cosa assai più importante per la riuscita della serata rispetto ad una cena da gourmet. Ricordate infine di tenere ben lontani tra loro due brillanti oratori che potrebbero facilmente intavolare una conversazione a due escludendo, ahimè, il resto degli astanti.
Per il menu della serata vi rimando ad un prossimo post!

Il trucchetto del giorno…

Sta per avere inizio quel simpatico periodo nel quale l’espressione “ricevere ospiti” è spesso sinonimo di un po’ d’ansia da prestazione. Un’angoscia organizzativa che può attanagliare anche il più perfetto dei padroni di casa.
Le candele, durante le feste e le cene ben allestite, sono solitamente un dettaglio irrinunciabile. Salvo il fatto che spesso esse si consumano con una velocità disarmante lasciando noi nell’affanno di trovare in tempi brevi una degna sostituzione.
Ecco il trucco: se optate per la fiamma libera (ovvero candele non già inserite in bicchierini di vetro) ricordate di adagiarle nel freezer la sera prima del vostro evento e di estrarle solo all’ultimo momento, prima dell’arrivo degli ospiti.
In questo modo le candele bruceranno meglio e molto più lentamente lasciando a voi la rilassatezza di una cena ben organizzata, in ogni minimo particolare!

Mise en place essenziale

Posateria Sambonet, cristalli Spiegelau.
Essenziale ma corretta.
Sapete dirmi in quali occasioni?
Foto by viaggiatoregourmet

Il Nuovo Galateo e l’Arte del Buon Ricevere

Il corso sul Nuovo Galateo e l’Arte del Buon Ricevere che si tiene a Milano, con appuntamenti regolari, insegna alle Signore del nostro tempo l’arte di ricevere a casa con stile ed eleganza, gestendo ogni imprevisto in modo impeccabile.

La didattica in aula consente di apprendere le regole fondamentali del ricevere nella propria dimora in maniera formale e informale, nonché le norme base per l’organizzazione un pranzo placée , di una cena in piedi e di altri piccoli eventi conviviali.

Durante il corso apprenderà la maniera corretta di apparecchiare ed allestire la casa in maniera impeccabile, anche nelle occasioni più informali ed impreviste, nonché a gestire il personale di servizio quando questo sia presente o a far tutto da sé.

Il Nuovo Galateo e l’Arte del Buon Ricevere è il corso perfetto per trasformare ogni invito a casa in meritatissimi complimenti.

Programma completo del corso disponibile: info@biancorubino.com

Aggiungi un posto a tavola…


Gestire la collocazione dei posti a tavola nel buon ricevere delle occasioni più o meno formali, che si seguano o meno le regole del bon ton, è cosa che continua a far perdere numerosi sonni a chiunque non viva di pane ed organizzazione.

Per aiutarvi nella gestione di questa annosa questione che coinvolge voi, come i vostri ospiti, consiglio un sito curiosissimo: Simple Seating che offre un software semplice ed immediato per pianificare, gestire e condividere con altri layout semplici ed intuitivi di immediato utilizzo.
Nella versione base il programma è free.
Nel caso l’informatica, come il guests managing, non fosse tra le vostre migliori abilità, non rimarrà altro che chiedere aiuto a me!
Provare per credere!