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Guanti e bon ton

Domani andrò ad un matrimonio. Che novità direte voi… Ebbene questa volta sarò nel parterre degli ospiti anzichè nello staff organizzativo. Essendo un evento serale di particolare importanza, con cena elegante, avevo pensato di indossare un abito corredato di guanti
Ciò è bastato per solleticarmi nella mente una riflessione appena più approfondita sull’utilizzo di questo splendido accessorio che, come sappiamo, non è di uso esclusivo delle signore, ma ammicca anche ai gentleman più raffinati.
La storia dei guanti si perde addirittura in leggende mitologiche dove si racconta che Venere si fosse ferita le gentili manine finendo un rovo (cosa ci facesse vicino ad un rovo non ci è dato sapere) e che le Grazie, per far terminare il suo pianto dirotto, le avessero cucito bende sottilissime attorno a dita e palmi, tanto da farle aderire alla perfezione. Mito a parte la storia del guanto ha origini antichissime con alterni utilizzi: dai più pratici ai più prettamente estetici.
Ma il galateo dei nostri giorni cosa impone a dame e cavalieri che volessero sfoggiarne un paio? 
Dicasi innanzi tutto che, come suole sovente, alle signore è concessa senz’altro più libertà. Esse infatti posso indossare i guanti e tenerli anche in luoghi chiusi. Se questi sono considerati come un completamento dell’abito da sera esse potranno mantenerli anche nel salutare i padroni di casa e gli altri ospiti senza doversene privare, questo fino al momento di sedersi a tavola. 
Se invece si accenna al solo guanto da passeggio la signora potrà mantenerli indossati per salutare un uomo, ma sarebbe gentile rimuovere il destro nel salutare un’altra signora (anche se ai tempi della mia nonna le signore si salutavano amabilmente ponendo le mani “guantino contro guantino”).
Sul gesto profondamente sensuale dello sfilare del guanto potremmo poi scrivere lunghi trattati. Il consiglio è sempre quello di indossare questo accessorio più volte prima dell’utilizzo effettivo, in modo tale che il gesto avvenga il più naturalmente possibile.
Per gli uomini la questione è, come sempre, molto diversa. 
I signori devo necessariamente togliere i guanti nel momento stesso in cui rimuovono il soprabito o la giacca che portano all’esterno. Se, entrando in un luogo chiuso, sapranno di doversi fermare poco tempo, rimuoveranno in ogni caso almeno il guanto destro per reggerlo poi con la mano sinistra ancora vestita.
Ricordo ai signori uomini che nel caso volessero, con un tocco di bon ton, profondersi in un baciamano alla bella di turno, non potranno assolutamente farlo se la signora porgerà loro una mano guantata.

Elogio della lavette

L’accoglienza casalinga squisitamente francese fa dell’eleganza un profumo delicato ma inebriante, una fragranza che avvolge l’ospite per farlo sentire viziato, accudito, lusingato.
In realtà, non solo per deliziare le sante manine di graditissime visite a casa, ma anche per una coccola giornaliera raffinata e gentile. Eccomi dunque ad elogiare grandemente l’uso delle lavette.
Si tratta di piccoli asciugamani “da ospite”, elegantemente modesti, quadrati e sofficissimi, proposti dal mercato in innumerevoli soluzioni tessili. 
Molto spesso si posso trovare di spugna, dalle tonalità più disparate e declinate in mille nuance differenti. I più raffinati fanno ricamare queste salviette gentili con le iniziali che gli sono proprie, altre volte se ne rinvengono già decorate con deliziose piccolezze tono su tono.
Semplici o ricercate le lavette rappresentano la soluzione più elegantemente misurata per offrire ed offrirsi un attimo di puro diletto. Offritele agli ospiti nei loro cestini di piqué, spesso venduti insieme ai piccoli asciugamani, o ideate per loro un alloggio inconsueto: un piccolo vaso di cristallo, un vassoietto, una grande conchiglia.
Un’idea utile e un po’ bon ton da regalare e regalarsi per le feste ormai prossime.
Credits photo: Mastro Raphael

Il bon ton del caffè

“Ti aspetto per un caffè!” Quante volte abbiamo pronunciato questa frase, e quante volte abbiamo ricevuto questo cortese invito. Per le nostre Lady’s rules ovvero ciò che una vera signora non può non sapere, parliamo di bon ton del caffè.
Prendere il caffè per noi italiani è un momento quasi speciale, un attimo sospeso nel tempo in cui tutto sembra acquietarsi. Eppure preparare un buon caffè può non essere sempre facile. Ecco qualche trucchetto semplice e veloce per far sempre bella figura e sentirsi la regina della casa!
Innanzi tutto organizzate una piccola attrezzatura che riproporrete pronta e splendente ogni qualvolta vi occorrerà. Una volta che avrete definito gli elementi di base per il servizio allestirli successivamente non vi risulterà affatto complicato.
Ecco il necessario:
· indispensabile una caffettiera moka pulita e di bell’aspetto ma già utilizzata più volte
· qualche tazzina di buona porcellana, della foggia che preferite
· un piccolo bricco da latte
· un zuccheriera che si accosti stilisticamente con il bricchetto
· una alzatina o un piattino per servire i dolcetti
· tovagliolini tè meglio se di stoffa
· qualche cucchiaino piccolo e prezioso
· un vassoio tanto ampio da ospitare tazzine, lattiera e zuccheriera
Il galateo del servizio
Sarà solo e soltanto la padrona di casa a dover servire il caffè ai suoi ospiti, anche se il vassoio le potrà essere portato da persona differente. La temperatura alla quale viene servito è forse la questione più importante per un’ottima riuscita del vostro momento. Dunque dovrà essere bollete! Il calore infatti permette all’aroma di sprigionarsi in tutti i suoi meravigliosi dettagli odorosi. Ecco la ragione per la quale in Italia il bon ton permette, anzi prescrive, di servire il caffè direttamente dalla moka senza travasarlo in un altro recipiente, tipo una caffettiera di porcellana precedentemente riscaldata, così come sono usi fare ad esempio in Inghilterra.
La signora provvederà a servire il profumato infuso scuro seguendo un classico ordine delle precedenze: prima la persona di maggior riguardo, quindi le signore (per prime quelle con il maggior numero di privavere), infine i signori. Il padrone di casa verrà servito per ultimo dalla moglie appena prima di riempire anch’essa la propria tazzina.
Accanto al caffè potranno essere serviti dei piccoli dolcetti di frolla o meglio ancora dei piccoli cioccolatini sia lisci che pralinati.
Bon ton della degustazione:
Il bon ton prescrive di mantenere a destra sia il manico della tazzina che il cucchiaino con il quale si potrà mescolare lo zucchero precedentemente inserito nella bevanda con l’uso di un’apposita posatina di servizio (sassola o molletta da zucchero) mescolandolo dal basso verso l’alto. Il cucchiaino andrà infine appoggiato sul piattino.
La tazzina andrà affettata dolcemente dal manico e il caffè sorseggiato con calma e gusto.
Ricordate che:
Il caffè si serve (e si chiede) una volta soltanto e non andrebbe mai corretto con superalcolici.
Se acquistate una caffettiera nuova provvedete a preparare qualche caffè di prova (senza sorbirlo mi raccomando! Non sarebbe affatto gradevole).
Se non siete usi utilizzare la moka quotidianamente conservatela mantenendo al suo interno qualche chicco di caffè per mantenere un certo aroma di base.
Buon caffè!

A Bologna per il buon ricevere

Il bon ton dei conduttori di cani

L’incipit è dei più classici: “il cane è il miglior amico dell’uomo” o almeno così si dice. E l’uomo è davvero il miglior compagno di vita che un quadrupede peloso possa ambire?
I distinguo in questo caso sono d’obbligo e dopo un’accanita (nel vero senso della parola) discussione sull’argomento nel nostro gruppo facebook tutto dedicato al bon ton e alle buone maniere, finalmente si è riusciti a stilare un decalogo del buon conduttore di cani (perchè a parlar di “padroni” o “proprietari” si corre il rischio d’essere sbranati!), un prontuarietto d’immediato impiego per rendere l’esistenza d’ogni genere di animale più che rilassata!
Ricapitolando dunque quanto emerso, i conduttori di cani dovrebbero:
1) Aver rispetto per l’animale
2) Aver riguardo per chi non ama i cani o li teme per qualche motivo
3) Fornire al dolce quadrupede spazi adeguati alla sua mole
4) Tenere l’animale al guinzaglio (di lunghezza variabile) quando si è in passeggiata, specie in presenza di altre persone
5) Tenere in considerazione le regole base di una civile convivenza cittadina (ad esempio raccogliendo i “tesori” lasciati a terra dagli amici a quattro zampe)
6) Osservare con scrupolo le indicazioni che prescrivono la presenza non gradita di animali all’interno di negozi di alimentari o in altro luogo pubblico
7) Se si è invitati a cena, avvisare il padrone di casa se si intende presentarsi ospiti con l’animale al seguito
8) In occasione di un evento conviviale mantenere il quadrupede lontano dagli invitati o, se questi invece ne gradissero la presenza, precludergli l’accesso a cibi e bevande
9) Insegnare e far rispettare al nostro amico a quattro zampe almeno i comandi di base della conduzione: Fermo, Seduto, A terra.
10) Essere cortesi con i bambini che eventualmente volessero avvicinarsi per accarezzare il cane. Se la cosa disturba suggerire gentilmente ai piccoli di non toccarlo.
E ora… tutti a spasso!

Bon ton del multi-invito al Salone del Mobile

Prende il via a Milano la settimana del Salone del Mobile, un appuntamento irrinunciabile per chi lavora nel settore, o nell’indotto, ma anche per semplici appassionati di design e mondanità. Ed è proprio in questo periodo dell’anno che la città brulica letteralmente di persone che cercano di destreggiarsi abilmente tra un impegno e l’altro (assolutamente impensabile poter vedere tutto) ma soprattutto tra i numerosissimi inviti del così detto “fuorisalone“.
Durante il periodo della Design Week capita infatti che la nostra presenza sia richiesta ad un numero di eventi superiore alla soglia di tolleranza di chiunque. 
Quindi come agire? Innanzi tutto dovremo porci inevitabilmente la scelta sulle occasioni che, sia dal punto di vista professionale, sociale o emozionale, ci interessano maggiormente e, dato che l’ubiquità non è dono da mortali, sguinzaglaire amici e colleghi in luoghi differenti dal nostro per ricevere notizie in tempo reale sugli accadimenti del momento, potrebbe senz’altro essere un buon modo per non “perdersi nulla”.
Eppure dire di no ad un invito è sempre cosa sgradevole, ecco dunque qualche consiglio per non deludere le aspettative (dei nostri ospiti e le nostre) e sopravvivere a questo tour de force mondano con un comportamento delicatamente bon ton:
Se possibile presenziare all’evento anche solo per qualche minuto, magari arrivando con un minimo di anticipo sull’inizio ufficiale o facendo capolino verso il finire della manifestazione
  Cercare attivamente il padrone di casa che ci ha gentilmente invitati per ringraziarlo della gentilezza avuta nei nostri confronti
 Usare la cortesia di organizzare una conversazione di senso compiuto con chi ospita l’evento senza volgere gli occhi a personaggi più o meno “vip” che eventualmente dovessero sopraggiungere
 All’opposto, non monopolizzare l’attenzione del nostro anfitrione raccontandogli le ultime imprese, professionali o personali, ma lasciare che questi si possa occupare anche di altri invitati
 La distribuzione urbi et orbi di biglietti da visita non è mai cosa troppo gradita. Meglio allora riservarli ai momenti in cui ci vengano richiesti o quando la conversazione lo suggerisca in modo naturale.
 Se capitasse di chiacchierare con un ospite già conosciuto ma che, con tutta evidenza, non ricorda il nostro nome o fatica ad “inquadrarci”, lo aiuteremo a ricordarsi chi siamo inserendo con nonchalance il nostro nome nella conversazione. Del modo corretto di fare le presentazioni si è parlato, leggi il post.
Per concludere direi: lasciate ogni speranza voi che vi addentrate al Salone perchè la vostra vita normale non riprenderà che tra una settimana!

Inviti a cena – Posatine

Trascorrere con amici una serata divertente all’insegna della convivialità è certamente uno dei piaceri della vita. Tuttavia continuo a scorgere alcune incongruenze nell’apparecchiatura della tavola che, per quanto moderna possa essere, non dovrebbe in ogni caso prescindere da alcuni fondamentali canoni di galateo del buon ricevere.
Con tutto il mio affetto più sincero ricordo quindi quale sia il modo corretto di apparecchiare le posatine che ritroviamo appoggiate sul tavolo ad ore 12.00 orizzontalmente rispetto al piatto.
Le posate da frutta dovrebbero essere servite con il piattino da frutta a fine pasto ma in famiglia o nelle occasioni informali è ammesso che siano già apparecchiate sulla tavola.
Il coltellino va posizionato, con l’impugnatura verso destra e la lama rivolta al piatto.
Le altre posate piccole, ovvero forchetta ed cucchiaio da dessert, andrebbero sistemati la prima con i rebbi rivolti verso destra, mentre il secondo la parte concava appoggiata al tavolo esattamente opposta ai rebbi della forchetta, ossia a sinistra.
Un trucchetto facile facile per ricordare le corrette posizioni è quello di considerare le posate da dolce/frutta come posate normali, collocarle nel piazzamento adeguato, a destra e a sinistra del piatto, quindi far percorrere loro “la stradina per i piani alti”.
In questo modo sarà impossibile sbagliare.
Grazie, sempre, per il cortese e deliziosissimo invito!

GRAZIE DEI FIOR E DEI REGALI DI PIU’ ANCOR…

Con grande tristezza mi capita sempre più spesso di incorrere in quel deplorevole comportamento che consiste nel non ringraziare più, ne’ per iscritto ne’ verbalmente, chi, in modo gentile, ci fa dono di un oggetto o di un mazzo di fiori. Vediamo, in linea generale, in che modo dovrebbero venir omaggiati oggetti e “pensieri profumati” per passare quindi allo specifico delle nozze. Se capitasse di essere invitati a casa di un amico per cena, o altra occasione, sarà buona norma evitare di presentarsi a mani vuote e portare con noi un piccolo presente da porgere nelle sapienti mani della padrona di casa al momento del nostro arrivo. Nel presentare un pacchetto a mano il galateo vorrebbe che si evitasse di allegare ogni genere di biglietto trattandosi di gesto confidenziale e di tono particolarmente “amicale”. Dal canto suo la Signora dovrebbe premurarsi di spacchettare subito l’omaggio (con estrema discrezione per non offendere chi eventualmente non si fosse ricordato o non avesse potuto portane uno proprio) e ringraziare immediatamente il gentile ospite. Nell’eventualità si trattasse di vettovaglie di qualsiasi genere (vino, cioccolatini, dolci o altro) sarà gesto gentile offrirne agli ospiti servendo loro anche quanto ricevuto in regalo. Nel caso si tratti invece di ricevimenti di tenore un po’ più formale, ai quali vengono solitamente invitate un buon numero di persone, sarà viceversa opportuno allegare un piccolo biglietto scritto a mano, per dar modo ai padroni di casa di poter riconoscere quanto proviene dalle nostre mani. Sarà infatti molto difficile poter procedere all’apertura del pacchetto la sera stessa alla presenza di tutti gli ospiti. Gli organizzatori del ricevimento provvederanno ad un sentito ringraziamento il giorno successivo, mediante una breve telefonata. Argomento a parte sono da considerarsi i fiori, che dovrebbero venir consegnati alla padrona di casa con buon anticipo rispetto all’inizio del ricevimento (ad esempio la mattina se si trattasse di un invito a cena) per non creare impiccio durante il clou dell’evento, oppure il giorno successivo. Nel primo caso la Signora dovrà adoperarsi perché i fiori ricevuti facciano bella mostra di loro debitamente aggiustati in un vaso e visibili agli ospiti; nel secondo caso uno squillo a chi abbia pensato ad un ringraziamento così soave sarà certamente d’obbligo. Ricordo che in caso di omaggio floreale da inviarsi ad una sposa sarà buona regola che questo venga inviato a casa della fanciulla almeno il giorno prima delle nozze, al fine di evitare crisi isteriche da “last minute” proprio il giorno del matrimonio. Meglio sarebbe optare per un invio a casa dei novelli sposi al loro ritorno dal viaggio. Il dono sarà sicuramente più gradito ed apprezzato. Un capitolo a parte sono poi da considerarsi i ringraziamenti relativi al matrimonio. Oggigiorno si utilizza un cartoncino con la dicitura “Gli sposi ringraziano” già allegata alle bomboniere, nell’usanza moderna di consegnare queste ultime al termine del ricevimento. Bon ton dovrebbe però che i bigliettini di ringraziamento, veri e propri biglietti da visita di famiglia, venissero scritti a mano con un chiaro riferimento al dono ricevuto o alla partecipazione alla cerimonia, e spediti al ritorno dal viaggio di nozze a chiunque si sia premurato di inviare un dono agli sposi o abbia partecipato alla festa. Ringraziare, per qualsiasi gentile pensiero, dovrebbe essere un gesto garbato ma usuale e naturale, da non dimenticare mai!Articolo pubblicato su TG COm Oggi Sposi – Leggi l’articolo

Disposizione tavoli al ricevimento nuziale: piccola guida per non sbagliare

MATRIMONIO.IT pubblica la mia piccola guida con le regole di base del vecchio e nuovo galateo per non sbagliare e soprattutto per non impazzire! La disposizione degli ospiti ai tavoli del ricevimento nuziale spesso porta gli sposi incontro a qualche problema di organizzazione, ecco in breve:
12 regolette sempre valideVi regalo 12 regolette sempre valide da tenere in considerazione quando, durante i preparativi del vostro matrimonio, vi dedicherete alla disposizione dei tavoli:1 – Fare una lista degli invitati quanto più possibile dettagliata.2 – Gli sposi dovranno essere ben visibili da ogni angolo della sala, a prescindere dal tipo di soluzione prescelta.3 – Il grado di importanza degli invitati è determinato dalla maggiore o minore vicinanza agli sposi.4 – Se si sceglie di frazionare gli ospiti formare tavoli da 6-8 commensali, 10 come numero massimo.5 – I genitori degli sposi che non prendono posto al tavolo d’onore insieme agli sposi dovranno presiedere un tavolo a testa fungendo da “padroni di casa”.6 – Rispettate i “ruoli” e le fasce d’età.7 – Ove possibile collocare al medesimo tavolo i single.8 – I bambini oltre una certa età andrebbero fatti accomodare in un tavolo a parte, sotto la supervisione di un adulto.9 – Ai tavoli rispettare il più possibile l’alternanza uomo-donna.10 – Le coppie non dovrebbero mai essere divise.11 – I tavoli tondi possono essere apparecchiati anche in numero dispari, soprattutto se non si usano posti assegnati.12 – Evitare che gli ospiti stiano seduti al tavolo oltre le due ore.
Ma l’articolo è molto più ampio ed articolato! Leggetelo interamente su www.matrimonio.it

Dolci pensieri di piccole donne

Ho sempre rammentato ai miei figli che presentarsi a casa di un amico a mani vuote non è mai cosa gentile. Un piccolo pensiero, qualunque esso sia, ben dispone immediatamente chi ci ospita e rende l’accoglienza un momento di tenero “bon-ton“. D’altro canto chi non sorriderebbe sornione al dono di un piccolo bouquet fiorito come quello scelto da Livia..

Disporre il tutto su di un tavolino per il “tè con le amichette” diventa poi un gioco meraviglioso che stimola la convivialità e la creatività dei piccoli come dei grandi.
Giochiamo allora con i colori e con la fantasia per insegnare ai cuccioli come
ben comportarsi e… buona merenda a tutti!