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della serata di presentazione del libro 
100 consigli da wedding panner per sposarsi con un tocco di bon ton
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Ladies rules: must know – N. 5: PULIRE IL VETRO

Per la serie “ciò che una donna non può non sapere” continuiamo la lista arrivando alla quinta posizione, ovvero saper pulire i vetri e i vasi di vetro con rapidità ed efficacia utilizzando i sistemi della mia nonna.
Nonna Wanda infatti mi ripeteva sempre che il metodo migliore per far brillare i nostri amati oggetti trasparenti, siano essi elementi delle finestre o splendide suppellettili a far bella mostra in casa è uno solo, ovvero l’utilizzo sapiente di una miscela che sembra avere un po ‘a che fare con le pozioni magiche ma che in realtà è l’emblema della semplicità.
1) Mescolate in parti uguali acqua tiepida e aceto in una bacinella.
2) Bagnate completamente un foglio di carta di giornale (utilizzate pure il quotidiano che volete, non certo che Repubblica lavi meglio del Corriere della Sera)
3) Strizzate leggermente il foglio medesimo in modo che sia proprio grondante
4) Strofinate il giornale bagnato sulla superficie del vetro da pulire
5) Senza sciacquare poi asciugate il vetro con un altro foglio di carta del quotidiano, questa volta però questa dovrà essere completamente asciutta per poter assorbire tutti i residui lasciati in precedenza.
Oltre all’aceto è possibile utilizzare anche l’alcool denaturato ( quello rosa per intenderci) o l’ammoniaca, questo per chi, diversamente dalla sottoscritta, non teme di cadere a terra lunga distesa per l’intensità degli effluvi di questi due ultime sostanze.
Dunque, che siate casalinghe (più o meno disperate) o wedding planner alle prese con le pulizie degli allestimenti appena ritirati, che aspettate? Guanti alla mano e… buon lavoro!

Il bon ton dei saldi o… i saldi del bon ton?

E’ giunto anche per quest’anno quel fatidico periodo nel quale la maggior parte di noi si avventura affannato nel mare magnum dei supersconti, a caccia di quelle che appaiono sempre come occasioni superconvenientissime, irrinunciabili, irripetibili! 
Sarà poi  davvero così?
Inorridisco alquanto quando mi sembra di scorgere da lontano (o da vicino perchè, ahimè, ne faccio parte) quel tumultuoso ticchettio di tacchi di varie fogge ed altezze, precipitarsi all’arraffo inconsulto di ogni genere di cencio dall’indispensabilità più o meno reale. Spinte e occhiate in tralice sono  il minimo sindacale, sempre che non si finisca belle distese sul pavimento grazie ad un allungamento (assolutamente involontario per carità) della signorina accanto che, per accaparrarsi l’ultimissimo paio di Jimmy Choo proprio di un solo numero inferiore a quello che bamerebbero i suoi (suoi!) piedini da principessa, passerebbe sopra a chicchessia, con buona pace delle buone maniere.

La corsa al saldo è sempre stata una pratica interessante, soprattutto dal punto di vista antropologico. In certi casi la riflessione sul proprio comportamento sembra venir totalmente meno. Del resto si sà, lo shopping compulsivo è qualcosa da cui difficilmente si riesce a sottrarsi, Sophie Kinsella docet!
Terrei presente solo qualche monito, suggeritomi tempi or sono da una persona di grande saggezza:
1) Fissare un budget di spesa massimo e rispettarlo, qualsiasi cosa accada!
2)Va bene l’acquisto d’impulso ma che sia uno, capriccioso e frivolissimo. Dopo di che basta.
3) Ogni capo successivo che si compera dovrebbe essere adatto a noi, ovvero della taglia giusta e mai troppo modaiolo, soprattutto se la spesa non è delle più parche. In questo modo saremo certi di poterlo riutilizzare anche in futuro senza paura di apparire un po’ troppo demodè.
4) Sarebbe cosa furba controllare la bontà effettiva dello sconto praticato, le fregaturine (grandi e piccole) sono sempre in agguato.
5) Attenzione a mantenere comunque un certo aplomb anche nella ricerca agguerrita dell’affare dell’anno. Un maglioncino firmato si può riacquistare senza troppi problemi, dignità e compostezza un po’ meno…

Buon shopping!