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Elogio della lavette

L’accoglienza casalinga squisitamente francese fa dell’eleganza un profumo delicato ma inebriante, una fragranza che avvolge l’ospite per farlo sentire viziato, accudito, lusingato.
In realtà, non solo per deliziare le sante manine di graditissime visite a casa, ma anche per una coccola giornaliera raffinata e gentile. Eccomi dunque ad elogiare grandemente l’uso delle lavette.
Si tratta di piccoli asciugamani “da ospite”, elegantemente modesti, quadrati e sofficissimi, proposti dal mercato in innumerevoli soluzioni tessili. 
Molto spesso si posso trovare di spugna, dalle tonalità più disparate e declinate in mille nuance differenti. I più raffinati fanno ricamare queste salviette gentili con le iniziali che gli sono proprie, altre volte se ne rinvengono già decorate con deliziose piccolezze tono su tono.
Semplici o ricercate le lavette rappresentano la soluzione più elegantemente misurata per offrire ed offrirsi un attimo di puro diletto. Offritele agli ospiti nei loro cestini di piqué, spesso venduti insieme ai piccoli asciugamani, o ideate per loro un alloggio inconsueto: un piccolo vaso di cristallo, un vassoietto, una grande conchiglia.
Un’idea utile e un po’ bon ton da regalare e regalarsi per le feste ormai prossime.
Credits photo: Mastro Raphael

Il bon ton dell’aria condizionata

E’ settembre e fa ancora caldo. Anzi per la verità sembra che il buon anticiclone delle Azzorre si sia fatto bellamente due risate quest’anno e che, anzichè regalarci la calura estiva e giornate soleggiate nei primi mesi dell’estate, si sia destato nel periodo settembrino offrendo temperature ben al di sopra di quelle comunemente  attese.
Calore, nelle nostre città esageratamente impegnate e affollate di manager rampanti d’ogni ordine e grado, ma anche di ogni genere (maschile, femminile o neutro che sia) fa spesso rima con dolore. Soprattutto per signore (perdonate l’allitterazione).
In periodi di afa estrema infatti sono spesso gli uomini ad avere lo scettro del potere nelle manovre legate alla gestione dell’aria condizionata facendo spesso subire sl genere femminile temperature bubpolari degne di una visitina a Oslo nei mesi bui.
Mercurio bassissimo e stallattiti da era glaciale e le signore si adirano, e non poco! 
Non so dire a quante discussioni io abbia assistito nelle quali entrambe le parti brandivano il “ditino” nell’aria incolpando l’altro di ridurlo ad uno straccetto affatto pieno di salute, per la lama di freddo che giunge proprio dritta dritta sulla cervicale o per un sempre poco gradevole abbassamento di pressione dovuto all’eccessivo aumento della temperatura (senza contare gli effluvi poco simpatici dovuti ad un’abbondante sudorazione).
Lotta atavica mi verrebbe da dire, o almeno riconducibile all’utilizzo delle moderne macchine per la modifica delle condizioni climatiche interne.
Che fare dunque per sopravvivere nella giungla dell’aria condizionata? Il consiglio è sempre lo stesso: usare un po’ di buon senso e di bon ton.
Innanzi tutto sarà meglio riflettere su di un uso ecologicamente responsabile anche dei climatizzatori, evitando eccessi di ogni genere che non servono ad alcuno. In secondo luogo bisognerà trovare un accordo e negoziare una temperatura umana con tutti i protagonisti della diatriba cerando quel delicato equilibrio tra chi aspira alla cella frigorifera e chi indosserebbe spiarpa e cappellino anche in piena estate. Una volta trovato l’accordo le signore freddolose potranno sfoggiare stole e sciarpette ricche di charme, e non prive di un certo stile, per non eccedere nelle lamentele lagnose con i colleghi o con i maschietti di casa, mentre i signori uomini si premureranno di modificare un pochino la temperature a favore del genere femminile con uno slancio di gentilezza e galanteria che fa ancora oggi una bella differenza.
Anche perchè in fondo la virtù sta nel mezzo… e tutto sommato anche la salute.
Ricordiamo di ringraziare chi fa, nei nostri confronti, un gesto di tale apertura.

Pensierino del giorno…

“The attributes of a great lady may still be found in the rule of the four S’s: Sincerity, Simplicity, Sympathy, and Serenity.”
Emily Post

Un incantevole aprile… Un libro da leggere adesso!

L’immagine è quella del film che però non rimanda alle incantevoli sensazioni della carta frusciante di una storia, scritta nel 1922 ma incredibilmente moderna e diversa dagli altri racconti di amicizie femminili
Un incantevole aprile” di Elizabeth von Armin.
Tutto ha inizio da un annuncio pubblicitario apparso sul Times che diviene il preludio ad un mese di aprile speciale per quattro donne dalla personalità assai diversa e contrastata: “Piccolo castello medievale italiano sulle coste del Mediterraneo affittasi ammobiliato per il mese di aprile. Servitù inclusa.”
A picco su una baia della Riviera, tra giardini di calle, violaciocche e acacie, si staglia il castello medievale di San Salvatore. Alla ricerca disperata di sollievo dalle preoccupazioni quotidiane, le quattro donne si lasciano allettare da quello scenario meraviglioso e decidono di partire. Ma non resteranno sole a lungo…
Cullate dalla primavera mediterranea, dai monti ammantati di violette e fiori dal dolce profumo, le amiche abbandonano a poco a poco i formalismi di società e scoprono ad un’armonia da tutte anelata e tuttavia mai conosciuta.

Ritrovate le proprie risorse interiori, le protagoniste della von Arnim si scoprono via via diverse e si completano nel rapporto con le amiche così come in quello di coppia. 
La natura della costa mediterranea vi avvolgerà completamente fino a riuscire a cogliere perfino l’odore del timo al sole, o quello soave dei fiori nell’umidità della sera.  Nella scelta della Liguria come luogo di ambientazione del racconto, la scrittrice si distingue alquanto, in un’epoca in cui l’Italia della letteratura inglese era quasi esclusivamente la Toscana. 
Con vedute ben più ampie e mature di tanta cosiddetta letteratura femminile (anche attuale) la von Arnim sfugge a tutte le etichette ed il racconto è imbevuto di quella capacità descrittiva e spensierata irriverenza che costituiscono il tratto tipico  dell’autrice.
Per gli amanti del glicine e del sole dunque ma anche per chi desidera conoscere meglio l’amino femminile. Un bel libro da regalare alle amiche, che sorrideranno leggendolo perché non manca di ironia e di battute brillanti.

Ladies rules: must know – Ovvero ciò che una donna non può non sapere. Regola n.1

Che siate wedding planner professioniste o che vi cimentiate semplicemente nel vivere la vita, ricordate che vi sono regole che una donna deve necessariamente conoscere.
Una di queste è senz’altro: come fare un nodo alla cravatta di un uomo.
Eccovi un esempio semplice, veloce e classico. Ampiamente apprezzato dal mondo maschile, si adatta ad ogni tipo di collo da camicia.

Perchè un tocco femminile aggraziato, gentile ed accurato rende perfetto ogni uomo… sposo compreso!

Donne a San Remo…

Anche quest’anno è terminato.
Il Festival di San Remo è, nel bene e nel male, il centro di brusii, gossip e commenti da ben più di mezzo secolo. E come succede sovente sembra che nessuno lo guardi ma poi ci si riscopre a chiacchierare dell’abito dell’una, dell’inglese dell’altra e delle uscite di stile o meno di presentatori e mattatori.
Non mi pronuncerò in merito a canzoni e vincitori ma vorrei fare invece un elogio alle donne, a volte così bistrattate e considerare.
La conduzione non era perfetta, ammettiamolo, e nemmeno l’affiancamento ai personaggi più famosi, la postura, la pronuncia… Però: chi potrebbe non accorgersi di quanto una delle due fanciulle non si sia impegnata al 100% pur di riuscire a migliorare.
Credo che soli i veri professionisti siano sempre alla ricerca del perfezionamento, di quella sottile linea di demarcazione tra il soddisfacimento delle proprie aspirazioni ed una tensione all’eccellenza.
Eppure lo studio, la fatica ma soprattutto l’impegno possono essere, a mio avviso, molto ben visibili in qualsiasi professione si vada a svolgere.
Avendole personalmente notate in questa occasione mi congratulo con quella parte femminile del nostro universo che ritiene premura, sollecitudine e rispetto verso il pubblico elementi fondamentali della propria professione.
Che si ottenga un consenso unanime o meno poco importa. Non si può piacere a tutti ma l’impegno è sempre un dovere.

La sposa che sei

Ogni donna è diversa, unica.
Che ci si pensi romantiche, tradizionaliste, moderne, o creative è senz’altro assai difficile descrivere il tipo di emozioni totalizzanti, nel bene e nel male, che catturano la mente delle future spose.
Perchè, anche in considerazione della complessità dell’animo umano (e in special modo di quello femminile), non si tratta di riflettere solamente sulla scelta dell’abito, del menu, della bomboniera… ma le riflessioni si perdono nei meandri della mente per dar vita all’immagine e alla percezione di se stesse come mogli, consorti, compagne di vita. Il pensiero non è dei più banali.
Se la vita ci offre la fortuna di condividere con qualcuno le questioni di tutti i giorni, spesso ci mette alla prova per capire se la nostra prima risposta sia per un “noi” per un “io”. E questo fa la differenza. Quella vera.
Foto: Vera Wang

Dolci pensieri di piccole donne

Ho sempre rammentato ai miei figli che presentarsi a casa di un amico a mani vuote non è mai cosa gentile. Un piccolo pensiero, qualunque esso sia, ben dispone immediatamente chi ci ospita e rende l’accoglienza un momento di tenero “bon-ton“. D’altro canto chi non sorriderebbe sornione al dono di un piccolo bouquet fiorito come quello scelto da Livia..

Disporre il tutto su di un tavolino per il “tè con le amichette” diventa poi un gioco meraviglioso che stimola la convivialità e la creatività dei piccoli come dei grandi.
Giochiamo allora con i colori e con la fantasia per insegnare ai cuccioli come
ben comportarsi e… buona merenda a tutti!

Piccolo decalogo di sopravvivenza tutto al femminile!

Miss New York pubblica la divertente lista di dieci regolette super utili per una sopravvivenza vista con gli occhialini rosa… Post gustosissimi da prendere con ironia!