Piccola storia del menu

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La parola menu, scritta senza accento se detta alla francese ma con accento se detta all’italiana, deriva dal termine “minuta” ovvero un lista breve e concisa dei piatti da servirsi durante la cena scritta a mano o stampata su un unico cartoncino. Non si tratta quindi, erroneamente a quanto si creda, dell’elenco di tutte le pietanze disponibili nel ristorante in cui ci troviamo. Quest’ultima è invece invece “carta delle vivande” o più comunemente “carta“.
Il menu così come oggi lo conosciamo apparve per la prima volta sulle tavole nel lontano 1850 durante un banchetto offerto dall’ambasciatore di Russia alla corte di Napoleone III. Durante questo ricevimento infatti si utilizzò il così detto “servizio alla russa” ovvero la proposta di singoli piatti in successione, al posto dell’allora diffusissimo “servizio alla francese” ovvero lo sfoggio (e il servizio) dell’intera serie di vivande in contemporanea sulla tavola.
Il galateo non vorrebbe mai il menu appoggiato direttamente sul piatto.  Meglio utilizzare il tovagliolo come base per il cartoncino o, meglio ancora, posarlo a fianco del piatto, sulla tovaglia.
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