Le 3 regole d’oro per il corretto utilizzo del tovagliolo a tavola

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Durante questa lunga estate calda a tavola ne ho viste di indicibili. Se l’atmosfera vacanziera è foriera di risate e attimi goderecci, di cene con gli amici e momenti conviviali rilassati, la vista del tovagliolo simile ad un feticcio imputridito lasciato in bella vista sul tavolo o peggio assimilato ad una sacra sindone, e per questo motivo mai neanche toccato, ha del raccapricciante.

Ecco le tre regole d’oro per il corretto utilizzo del tovagliolo a tavola:

1) Il tovagliolo è parte integrante di una buona educazione conviviale e non va  dimenticato in un angolo accanto al piatto. Una volta che ci si sia accomodati al nostro posto avremo cura di appoggiarlo in grembo senza indugio. Quando sia più corretto farlo, se immediatamente dopo esserci seduti o all’inizio del pasto vero e proprio, non è cosa di particolare rilevanza. Come dire, fate un po’ come vi pare… E’ invece l’impiego di per se stesso ad essere obbligato.

2)  Il tovagliolo non va aperto completamente, ne’ tantomeno steso sulle cosce come se fosse una coperta di lana alla quale manchi solo il gatto per completare un idilliaco quadrettino. La cosa più corretta è spiegarne un solo lembo lasciando che il pezzo di stoffa rimanga delle fattezze di un rettangolo, con due lati ripiegati su loro stessi.  Durante la cena avremo cura di pulirci le labbra con la sola parte interna del tovagliolo che poi ripiegheremo nuovamente sull’altra. 

In questo modo otterremo due risultati: il primo sarà di nascondere a noi e agli altri le orribili macchie inevitabilmente prodotte sul tessuto, il secondo sarà di non sporcare i nostri abiti (o la tovaglia) in quanto tutta la parte imbrattata sarà chiusa all’interno dei due lembi. 

3) Una volta terminato il pasto, il tovagliolo non dovrà essere ripiegato bensì appoggiato seppur compostamente alla sinistra del piatto.

Ricordo che il tovagliolo si rivela un indispensabile amico pronto a soccorrerci pochi attimi prima di appoggiare le labbra al bicchiere per ingurgitare qualsivoglia genere di bevanda. Nulla è più spaventosamente stomachevole che doversi sorbire tutta la sera l’atroce vista del bicchiere orrendamente impiastricciato del commensale accanto.

5 commenti
  1. Milena
    Milena dice:

    Molto interessante questo post. Io sono una fanatica del tovagliolo di tessuto e non vi rinuncio mai. Qual è la tua opinione in merito all'impiego di quelli di carta? Non credi siano un po' abusati? Grazie ancora per i tuoi preziosi suggerimenti.

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  2. Giorgia Fantin Borghi
    Giorgia Fantin Borghi dice:

    Cara Milena,
    trovo che i tovaglioli di carta siano alquanto bruttini ma sicuramente più igienici, almeno in talune occasioni.
    Personalmente, se proprio devo utilizzarli, mi servo di quelli particolarmente grandi (tipo salviette da mani per intenderci). Appaiono alla vista e al tatto meno miserelli e non si appallottolano immediatamente quando li utilizzi. Ne trovi in commercio di graziosi vagando un po' per negozi specializzati in articoli in carta.
    Nel maggior parte dei casi però propendo assolutamente per il tessuto. A presto! Giorgia

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    • FAllegra
      FAllegra dice:

      Complimenti per il blog ed il modo elegante di dispensare bon ton. Sono stato recentemente ripreso perchè a fine pasto ho posizionato il tovagliolo a lato del piatto in modo modo simile a quello rappresentato in foto, mi è stato spiegato che il tovagliolo va posato a lato del piatto solo per circa metà della sulla lunghezza e che il resto deve pendere dal piattp ….. Ora dono confuso.
      Che dire di dove e come mettere il tovagliolo nel caso ci si debba alzare temporanreamente dal tavolo ? È corretto lasciarlo sulla sedia ?

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